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Il titolo della chiesa collegiata di Sinalunga eretta ad onore di San Martino vescovo di Tours, dà lo stemma alla Comunità della quale è Patrono (i festeggiamenti si tengono l'11 novembre).
Nello stemma è rappresentato San Martino a cavallo nell'atto di donare il mantello ad un povero. Sul fondo i colori rosso e blu del Comune.
La stessa immagine con gli stessi colori di fondo sono riportati anche nel Gonfalone.
Brevi note storiche relative allo stemma: Nel 1864 esce a Firenze “Le Armi dei Municipj Toscani” di Luigi Passerini, con la riproduzione di tutti gli stemmi dei Comuni toscani, ciascuno dei quali corredato da un breve commento. Al numero CCXVII, si legge:«SINALUNGA(Compartimento Senese)Il titolo della collegiata eretta ad onore di San Martino dà lo stemma alla comunità. Alcuni antichi armolari assegnano invece per arme al paese un uomo che cavalca un asino, forse alludendo al nome di Asinalunga che per corruzione aveva adottato questa terra e che ha ritenuto fino al 1860». Nel gennaio del 1860 il barone Ricasoli affidò a Luigi Passerini l’incarico della raccolta degli stemmi dei Municipi toscani per farne omaggio a Vittorio Emanuele II. Nel mese di dicembre dello stesso anno il Passerini consegnò il lavoro; un “Atlante” con la riproduzione in bianco nero degli stemmi di tutti i Comuni, i relativi commenti storico-araldici, cinque grandi tavole fuori testo acquarellate (autore delle incisioni e delle tavole acquarellate fu Luigi Paoletti) e una lettera di accompagnamento con la quale avvertiva che il lavoro non era da considerarsi “un’opera perfetta”; pur tuttavia fu consegnato al Re.Nel 1864, non si sa bene come, le bozze del lavoro passarono dal Ministero degli Interni alla tipografia di un editore. Il Passerini non fu contento della cosa, ma non riuscì a fermarla. Si ripropose subito di rivederla e correggerla e sul frontespizio di un libro appena stampato scrisse: “Lavoro da rifondersi da me fatto in otto giorni per compiacere al barone Ricasoli allora capo del governo della Toscana, poi stampato senza farmene parola e soltanto accennatomelo infine perché si facesse dei versi di prefazione”. Utilizzò quindi il libro come brogliaccio per aggiungere postille, ma non riuscì nel suo intento di far ristampare un’edizione rivista e corretta.Per quanto riguarda Sinalunga la postilla non ristampata del Passerini è la seguente:«L’arme coll’asina è antichissima ed esiste negli antichi sigilli. Un antico sigillo della collezione Massimo a Roma non più moderno del secolo XIV ha S. Martino a cavallo andante a destra con spada alzata nella sinistra, nell’atto di dare colla destra, un pezzo del suo mantello già diviso, a un povero che gli sta davanti. Dietro il santo uno scudetto colla balzana di Siena. In giro S. Martinus pater comunis Asinalonge».
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Il Comune di Sinalunga ha sede in un palazzo del centro storico, in quella che un tempo fu la piazza del Cassero e che oggi è intitolata a Giuseppe Garibaldi.
La costruzione dell'edificio è seicentesca, anche se probabilmente è il frutto di un riadattamento di costruzioni addossate alla prima cerchia di mura. Nelle cronache cittadine il palazzo è citato come "Casa Lomeri" dal nome del suo primo proprietario, ma nel tempo fu proprietà di diverse famiglie sinalunghesi: Franceschini, Feci, Pollini, Marri, Crestini. Il Comune lo acquistò da quest'ultima famiglia, nella seconda metà del 1800, per 25.000 lire. Al tempo dell'acquisto vi aveva sede la caserma dei Carabinieri, che vi restò fino quasi agli anni '90, perché nel 1891 gli uffici comunali risultano funzionanti nella nuova sede. Il progetto delle opere di adeguamento e ristrutturazione furono affidate all'ingegnere sinalunghese Luigi Agnolucci. Gli interventi più radicali furono effettuati per la Sala del Consiglio a proposito dei quali l'Agnolucci annota: " Il soffitto fu decorato da un pittore fiorentino, certo Giani. Nel centro evvi un grande stemma del Comune, San Martino a cavallo ed ai lati gli stemmi delle sezioni del Comune, e nei sopraporti quelli delle Società paesane e corpi morali".
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Piazza Garibaldi oggi. Da sinistra: la chiesa Collegiata di S. Martino, il Palazzo comunale, la chiesa della Madonna delle Nevi.
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