FARNETELLA
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Abate Galgano Bichi
“Memorie istoriche delle Cità, Fortezze e Castelli e Terre della Città e Stato di Siena”, 1680 ca.
[a cura della Biblioteca Comunale di Sinalunga]
In questo giorno Gennajo 27. 1295. nel Consiglio Generale della Campana, fu deliberato che il Podestà di Siena, i suoi Giudici e i Signori Nove insieme con altri, che essi vorranno provedino intorno alla domanda fatta da parte di mloti uomini e donne già di Farnetella, nella quale esponevano, come erano dispersi per diverse parti del mondo, quasi che fossero stati colpevoli del tradimento che era seguito del castello di Farnetella, del quale erano innocenti, perciò che la maggior parte di loro erano in quel tempo in servizio del Comune di Siena nell’esercito fatto e nella destruzione del castello del Poggio di S. Cecilia, e domandavano, che gli fosse dato ricetto dove più fosse parso al Comune di Siena in corte di detto castello di Farnetella, con essergli rimesso ogni bando e condanna che di loro fosse stata fatta, e che per quel tempo che al detto Comune di Siena parrà siano immuni da dazi della Gabella e da ogni altra fazzione.1
1295 Febbrajo 24. – Nel Consiglio Generale della Campana fu deliberato che quelli di Farnetella possino ritornare ad abitare nelle parti di Farnetella, in quel luogo che sia utile ad essi, e al Comune di Siena, e che non sia sottoposto a persona ecclesiastica o secolare, con doversi far nota dei nomi e cognomi de’ medesimi, e che debbino essere assoluti da ogni debito, che fino al presente avessero col Comune di Siena. Che veruno, che fosse stato dei traditori di detto castello possa tornare ad abitare nel luogo, che sarà destinato a coloro che non vi ebbero colpa; e che quelli, che verranno ad abitare, abbino dal giorno della prossima festa di S. Maria d’Agosto l’immunità da ogni fazzione, che dal Comune di Siena gli venisse imposta.2
1324. Agosto 23. – Il Comune di Farnetella domanda franchi già e immunità per ritornare al servizio del Comune di Siena, quale gl’è concessa per tre anni, pagando quello che doveva per l’avanti, perché quando messer Deo di messer Guccio de’ Tolomei venne in Valdichiana con la sua gente, essendo ribelle del Comune di Siena, il detto Comune di Farnetella per salvar se, e la sua gente a tucto ciò che aveva, si diede al detto Deo, quale non ostante assaltò la terra saccheggiandola e devastandola e bruciandola.
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