Comune Sinalunga






< HOME
RB

| < TERRITORIO | BETTOLLE | FARNETELLA | GUAZZINO | RIGOMAGNO | SCROFIANO |


SINALUNGA


 

Giuseppe Giuli
Statistica agraria della Val-di-Chiana
I tomo - Pisa 1828
II tomo - Pisa 1830

[a cura della Biblioteca Comunale]

 

 

(Tomo I - Libro secondo pagg. 207-224)

CAPITOLO UNDECIMO

Asinalunga

 

ARTICOLO PRIMO

Topografia e Geologia.

Questo è il paese in Val-di-Chiana, ove ho dimorato anni 18, dove ho fatte le operazioni per il corso di anni 10 per determinare la quantità media dell’acqua che cade sotto la forma di pioggia nella provincia, e di cui ho parlato nel primo libro.
La Comunità stessa è il luogo, ove ho fatte in proprio molte esperienze relative all’agricoltura, e dove è nato questo qualunque siasi lavoro; come pure vi è stato cominciato, e quindi sospeso per vario tempo per nuove incombenze sopraggiuntemi.
Asinalunga è situata a gr. 43. 12' 59" di latitudine, e a gr. 29. 24' 34" di longitudine, e la sua elevazione al di sopra del livello del mare è di tese francesi 201. 58, ossiano braccia toscane 673; ed il punto ove è stata determinata quest’altezza è quello del campanile della collegiata, e precisamente al piano dei finestroni delle campane.
La superfice dell’intiera Comune è di q. 22, 742, ossiano miglia quadre 27 e q. 732. Essa confina a levante con quella di Fojano; a mezzogiorno con quella di Torrita e Trequanda; a ponente con Trequanda, Asciano e Rapolano; a tramontana con la Comunità di Lucignano.
Vi è una collegiata insigne, fondata con bolla pontificia di Clemente VIII nel 1592, e che fu aperta al culto divino il 15 Agosto 1600. Vi è un capitolo di Canonici con 4 dignità. La Comunità ha otto parrocchie, e due sono dentro la terra. Di queste otto parrocchie sei dipendono dal Vescovo di Pienza, e due da quello di Arezzo. Vi risiede un Vicario regio, con due Notari, uno criminale ed uno civile. Per gli affari di pulizia dipende il Vicario regio dal Governatore di Siena, come pure le cause civili sono portate aventi la Ruota di quella città.
Per l’economico vi è un Cancelliere con un ajuto, e disbrigano gli affari anche della vicina Torrita, ma questa Cancelleria è compresa nel Compartimento aretino. Vi è un bello spedale, arioso, e però salubrissimo. Vi sono i fondi per un Monte di pietà, che non è attualmente a porto. Esiste un elegante teatro di proprietà d’un’ Accademia, che s’intitola degli Smantellati, che fu aperto nel 1807. Al disopra della terra vi è un convento di Riformati. Osservabile è la biblioteca Orlandini.
Il territorio d’Asinalunga si distingue in poggio, collina, e piano. Oltre la terra capoluogo della Comunità, vi si trovano la terra di Scrofiano, ove esiste una collegiata, che serve di parrocchia; il castello di Farnetella, l’altro di Rigomagno, tutti e tre circondati da mura; ed il paese di Bettolle, noto dal concorso che vi ha fatto richiamare i lavori idraulici eseguiti nel suo distretto dall’amministrazione, prima della Religione di S. Stefano, ed in seguito da quella dell’Imperiale e Reale Corona.
La terra d’Asinalunga non ha altro che una porta, per essere state le altre insieme colle mura distrutte nei trambusti di guerra. Avanti la collegiata vi è una piazza spaziosa, da cui si vede una gran parte della Val-di-Chiana, che fa vaga mostra di se stessa; e per questa ragione è uno dei più bei punti di vista, che si trovano nella provincia. La circonferenza dell’area occupata dalle fabbriche della terra sarà di circa un mezzo miglio.
Per un piccolo tratto di paese quella catena di monti, che sovrasta alle colline di Torrita, entra anche nella Comunità d’Asinalunga; ma non estendendosi questa fino alla sommità dei monti che entrano a far parte della Comunità di Trequanda, non starò a farne la descrizione. Solo noterò, che Scrofiano e Farnetella sono situati sopra una continuazione di quella stessa catena di monti, e su questa parte montuosa appunto verseranno le mie osservazioni geologiche. Il monte, sopra cui è situata Asinalunga, è isolato da ogni altro, essendo la sua base circondata per ogni verso da pianura; e si riferiranno le osservazioni geologiche fatte anche in questo monte.
Due sono le serie di colline. La prima è quella che è alla base dei monti d’Asinalunga, di Scrofiano, di Farnetella, e di Rigomagno; e l’altra quella che proviene da una propagazione delle colline di Lucignano, ove verso la fine si trova Bettolle. Vi sono due piccole colline sommerse dall’alluvione, le quali hanno prodotta quella parte di pianura ch’è irrigata dalla Foenna, e queste colline sono un resto dell’ineguaglianze che presentava il paese, quando restò libero dalle acque del mare, trovandosi sopra le medesime dei resti di testacei marini: il nome d’uno è monte Chiaro, l’altro Poggiolo. La prima è piccolissima, mentre sopra la seconda vi si trova un gruppo di case. La pianura comincia dai bordi della Chiana, e rimontando il corso della Foenna, terminano ove confina con la Comunità di Ripolano.
Il monte d’Asinalunga ove posa sopra la pianura ha degli strati di calce carbonata compatta, o alberese, e questi sono alti circa braccia 36. Salendo il monte si trovano altri strati, che ascendono all’altezza di braccia 100, e sono composti di grigiovachio. Quelli più bassi hanno grandi saldezze di questa pietra, e senza interruzione, e gli altri che vengono in seguito sono formati di grandi massi rotondati sopra gli angoli, segno di fluitazione. Finalmente si trova uno strato di tufo marino per braccia 28 circa, e con questo strato termina il monte, ove è il piano della piazza. Quivi il monte stesso dalla parte di ponente presenta un ripiano, ed in seguito vi è un nuovo rialzamento che è composto di massi fluitati di grigiovachio di color giallo isabella, ed il risalto sarà di braccia 60 circa, e questo punto lo fisso ove è il convento dei Riformati.
Nuovamente si trova un ripiano, ed in seguito una nuova prominenza, che sarà di braccia 50. Anche questo spazio è composto dei soliti massi fluitati, ma la sommità è ricoperta di spoglie d’animali marini, cioè testacei bivalvi e radiati, e questo strato sarà di braccia 4.
Gli altri monti hanno una composizione quasi simile, ed in fatti i minerali sono i medesimi che ho notato trovarsi nel poggio d’Asinalunga, vale a dire alla base dei monti la calce carbonata, in seguito il grigiovachio, ed in fine il tufo marino.
I monti nella loro superficie sono composti d’un terreno sciolto, il quale non ha che tre centesimi di sostanza nutritiva le piante.
Le colline, e particolarmente quelle situate sotto i respettivi paesi, sono assai fertili, e contengono 10 centesimi della sopraindicata sostanza. La pianura è fertilissima, e se ne trova qualche parte in cui la materia vegetativa è in proporzione di 20 centesimi; ma in generale è tra i 18 e 20 centesimi.
Molte sono le sorgenti di acqua potabile, che si trovano dentro Asinalunga, mentre vi si contano 14 pozzi, due fonti pubbliche ed una privata, e vi sono soltanto quattro cisterne ove si raccoglie l’acqua piovana.
Vi sono due polle d’acqua minerale, e sono verso la parte di mezzo giorno della terra. Una di queste è solfurea fredda, e l’altra è acidula salina, o ferruginosa, ed è usata con vantaggio per le ostruzioni viscerali addominali, e le debolezze dello stomaco e degli intestini, come per le malattie delle vie orinarie.
I minerali sono i seguenti:
Galce carbonata compatta, o alberese; si trova alle Poje.
Grigiovachio celeste; ve ne sono di grandi altezze da farne colonne ed altri lavori di architettura; si trova nel podere Ceppi, ed all’altro di Niccoluccio.
Arena silicea, che può essere utilmente impiegata per la fabbricazione del vetro: a’ poggi Screzzi.
Legno impietrito: a Costarlaja; legnite terrosa al Castalletto.
Agate e diaspri, nelle cave di ghiaja di Niccoluccio, ed alla Madonna di Gallo.
La Chiana è il principale fiume che esista nella Comunità, quantunque serva di separazione tra essa e l’altra di Cortona. La Foenna scorre per varie miglia nel suo territorio. Il Galegno nasce e termina il suo corso nella Comunità, tributando le sue acque alla Foenna.
I compilatori francesi del Dizionario d’agricolturra, che è stato poi tradotto e pubblicato a Padova, parlando di colmate, sembra che per il nome di Foenna essi intendano un torrente qualunque, con il quale si può fare questi lavori, mentre è proprio del divisato torrente. Anche nella Comunità d’Asinalunga vi sono dei canali, che passano sotto l’alveo d’alcuni torrenti, e tali sono il canale delle Prata che passa sotto la Foenna, e l’altro dell’Amorosa che passa sotto il Galegno. Vi sono altri torrentelli, di cui non farò parola.

ARTICOLO SECONDO

Statistica.

La parte montuosa si può valutare q. 5742, o miglia quadre 7 e q. 128, che si possono distribuire come segue: boschivo q. 3742; e quello destinato a coltivazione q. 2000, ossiano miglia quadre 2 e q. 396.
Si può credere che lo spazio occupato dalle colline sia di q. 10,000, che corrispondono a miglia quadre 12, e q. 376, in cui il boschivo è 2000 q., ed il coltivabile 8000 q., ossia miglia quadre 9 e q. 782. In queste giaciture vi si contano circa 120,000 viti, ed olivi 60,000.
La pianura è circa 7000 q., che sono miglia quadre 8 e q. 584. Questo spazio si può distinguere in seminabile e prativo. Il seminativo sarà 6000 q., corrispondenti a miglia quadre 7 e q. 282, ed il prativo 1000 q.; le viti saranno 300.000, ed i gelsi 6046.
Dalla visita Gerardini si rileva che nell’anno 1676 la popolazione dei paesi componenti l’attuale Comunità consisteva in anime 4668. Nel 1737 si trova poi essere di 4451; e così in 61 anni si vede diminuita di 111 individui.
Nel 1761, e così nel corso di 24 anni la popolazione non si riebbe, e si ridusse anzi al numero di 3200, perché nel 1758 vi fu una terribile epidemia, che distrusse intiere famiglie; e però in luogo di aumento che si è notato in tutti gli altri paesi, qui esiste una diminuizione di 1257 individui, cosa veramente lacrimevole.
Se poi si fa il solito confronto fra la popolazione del 1761 coll’altra del 1815, si vedrà che in 54 anni l’accrescimento è di 2993, ed è aumentata quasi fino al doppio, perché l’intera somma dell’anime di quest’ultimo anno è di 6193.
Quella poi del 1825 era di 6800 individui, e così l’incremento nell’ultimo decennio è stato di 607 anime, e dal 1758 a quest’ultima epoca di 3600. Questo ultimo aumento si deve alle cautele straordinarie che prese il Dottor A. Barsini allora Vicario Regio d’Asinalunga, per mezzo delle quali la febbre petecchiale non si propagò nella Comunità d’Asinalunga negli anni 1816, e 1817; solo 120 individui furono attaccati da questa malattia, un cento dei quali furono portati allo spedale, e soltanto due perirono in questo stabilimento: e questo fatto mi è noto, perché allora io era medico di quello spedale. Gli altri non portati al detto stabilimento furono curati nelle proprie abitazioni separati dal resto della famiglia, ed invigilati (onde questo provedimento avesse il suo pieno effetto) da una guardia, che veniva pagata dai parenti dell’ammalato.
Il movimento della popolazione nel solito anno 1825 fu il seguente: nati 360, morti 2201; aumento per questa dipendanza 140; matrimonj 96.
Le famiglie in detta epoca erano 1282. Asinalunga nell’intiero ne contava 244; e queste davano 1084 abitanti, che appartenevano ai possidenti, o artefici, o ai negozianti. Questa popolazione era divisa in 517 maschi, e 567 femmine; così il numero di quest’ultime superava quello dei primi di 50. Le famiglie poi si componevano di quattro individui e due quinti per ciascheduna circa. Il distretto d’Asinalunga aveva 2659 abitatori, e famiglie 476, delle quali 219 coltivavano un podere, e queste si può credere che fossero composte d’otto anime per famiglia, e formassero una popolazione di 1752, e le altre 1257 davano una popolazione di 907 anime di 3. 2/5 circa per famiglia.
Gli altri quattro Comunelli avevano 3057 abitanti divisi in 562 famiglie, e fra queste se ne contavano 1212 di contadini con podere, composte di 19 individui per famiglia, e davano 1908 individui. Le altre 350 erano composte di tre soggetti 2/7 circa, e davano una popolazione di 1149 anime, di cui 100 famiglie si impiegavano nell’agricoltura, ed davano in tutte 400 abitanti.
I Bestiami si possono considerare come segue:
Bovi aranti N.° 1628
Vitelli " 800
Vacche " 1000
Cavalli " 60
Cavalle " 200
Somare " 100
Somari " 30
Pecore " 3000
Arieti " 120
Capre " 60
Majali " 200
capi N.° 7198

L’estensione di questa Comunità è di miglia quadre 27 e q. 738; e la sua popolazione era nel 1825 di 6800 individui; così ogni miglio quadro di essa conteneva abitanti 243.
Se questo numero di 6800 uomini si restringe allo spazio, che li può dare il nutrimento, e che ascende a miglia quadre 19 e q. 658, si vedrà che ogni miglio quadro ne aveva 343.
Nelle suddette miglia quadrate 19 e q. 658 vi si trovavano 5047 persone addette all’agricoltura; così ogni miglio quadro ne conteneva 265.
Gli animali coadiuvanti l’uomo nei lavori campestri sono 2018, e devono esercitare la loro forza sopra uno spazio di miglia quadre 19 e q. 658; ogni miglio quadro ne avarà 106. Tutti gli animali domestici sono 7098, e debbono esser nutriti in uno spazio di miglia quadre 27 e q. 658; ogni miglio quadro di questo territorio ne deve nutrire 254.
Nell’estensione della Comunità si seminano di grano ed altri cereali 1600 staja. Nelle colline s’impiegano stajate 1000 per le fave e gli orzi. I prati invernali occupano altre 1000 stajate, ed altrettante i prati estivi artificiali. Le 200, stajate canape 300, il resto si lascia a maggiese. Nella pianura si impiega tra la sementa della canapa e del lino 3000 stajate di terreno, 1000 per il granoturco ed i legumi. I prati invernali s’estendono per stajate 2000, gli estivi poi per stajate 1000.
Vi è una piccola estensione di terreno, che si destina alla coltivazione delle piante olitorie o da orto.



ARTICOLO TERZO

Arti e Manifatture.

Esiste in Asinalunga una tintoria, ed una fabbrica di cappelli di feltro. Nella terra di Scrofiano vi è una fabbrica di vetri, che serve a provvedere una gran parte della provincia. Sono nei contorni d’Asinalunga due fabbriche di vasellame ordinario, ed un’altra è a Scrofiano.

ARTICOLO QUARTO

Cenni Storici.

L’origine di questa terra, come la provenienza del di lei nome, sono ricoperte d’un folto velo, e tutto quello che è stato detto in proposito si deve riguardare come favoloso.
La prima memoria scritta, che si ha di essa, è del 715, e questa si trova nella Dis. 74 Script. rerum Italic. del Muratori, in cui comparisce un certo Leo praesbiter Sanctae Matris Ecclesiae de Mensulis come testimone in una causa, che si agitava fra il Vescovo di Siena e l’altro d’Arezzo. Il nome Mensulus si dava, e tuttora si dà ad una Pieve che è sotto Asinalunga.
Esiste una iscrizione romana in una tavola di travertino nella sagrestia di detta Pieve, la quale dice:

D. M.
C. UMBRICIO . CELER.
L. F. POMP. D. ARRETIO .
EQUITI . COH. VII.
PRO. COMIN. MILIT.
ANN. XVI. VIX. AN. LXXI.
L. UMBRICIUS . CLEMENS.
P. B. IN . SOLO . SUO .
MOERENS . POSUIT .

Sembra, che questa famiglia Umbricia vi avesse dei beni, e che abitasse ad Asinalunga, perché gli eredi della famiglia Pagni di detto luogo posseggono un sigillo di bronzo, in cui vi è in lettere romane, e separate l’une dalle altre il nome di

L. UMBRICI
AMPLIATI,

e sopra il manubrio del sigillo vi sono ripetute le iniziali di questo nome, cioè L. U. A.; e così si hanno i nomi di tre individui di questa famiglia. C. Umbricio Celere, a cui è dedicata l’iscrizione suddetta; C. Umbricio Clemente, che dedicava l’iscrizione; e L. Umbricio Ampliato proprietario del sigillo. Il sigillo è stato trovato ad Asinalunga, ma non so propriamente il luogo. Il Targioni nei suoi viaggi dice, che gli era stato detto che vi era un pezzo di terreno detto Umbriciano, ma questa cosa non è vera; e forse chi glie la comunicò, sarà stato indotto in quest’errore da una certa somiglianza che passa tra questo nome e quello di Ciavarciano; tanto più che quello che diede questa notizia al Targioni, non era d’Asinalunga.
Ho cercato di radunare tutto quello che è relativo alla storia civile di questa terra, ed eccone il resultato.
Bernardo d’Aldobrandino, e Guido Cacciaconti, e Ranieri di Cacciaguerra si sottomessero alla Repubblica di Siena, ma si riserbarono il libero dominio di Asinalunga e del Castelletto della Ripa, e si obbligarono di pagare 15 marchi d’argento al Camarlingo di Siena il 15 d’Agosto; ed il dominio di questi Conti durò fino al 1303.
Nel 1312 si sottrasse Asinalunga dal dominio dei Senesi coll’ajuto degli Aretini, i quali vi posero guarnigione. Irritati i Senesi per l’accaduto, posero l’assedio alla terra il 17 di Marzo, che si dovè arrendere il 12 Maggio per mancanza d’acqua, non essendo dei pozzi nell’antico recinto.
Nell’assedio ci restarono morte molte persone, ed 800 ferite. Per capitolazione doverono gli abitanti permettere ai Senesi che demolissero le mura e le torri. Fu ripresa dagli Aretini in seguito, e rioccupata dai Senesi nel 1321; ed allora demolirono quello che avevano lasciato intatto in conseguenza della capitolazione del 1312. V. Malevolti, parte II, pag. 69 e 82.
Il primo lavoro idraulico fatto nella pianura fu quello ordinato dalla Repubblica di Siena il 20 Ottobre 1333, con cui si cercò di rimediare ai danni che produceva la Foenna, facendola scolare recto tramite nella Chiana. Consigli della Campana, Lib. 160 pag. 65.
La Repubblica di Siena nel 1337 dichiarò Asinalunga vicariato fra le dieci terre, che furono prescelte per essere capo-luogo d’altrettanti distretti, nei quali era stata divisa tutta la provincia.
Nella guerra del 1358 fra i Perugini ed i Senesi quest’ultimi erano giudati da Amerigo Binduccio d’Asinalunga, e da Jacomo Tolomei; ma ambedue ebbero la disgrazia d’esser fati prigionieri. Tommasi, pag. 35.
Seguì un fatto strepitoso d’armi nella pianura d’Asinalunga nel 1389 fra i Fiorentini ed i Senesi guidati da Paolo Savelli, in cui la vittoria fu per quest’ultimi. Tommasi, Lib. II, pag. 265.
Il Duca Gio. Galeazzo di Milano nel 1400 si impadronì di diversi luoghi del Senese; e fra questi vi era la detta terra; vi fece fabbricare una rocca di perfetta architettura. Scip. Rerum Ital. Flor. tomo I, pag. 967. E nell’anno successivo i Senesi, ai quali fu restituita, rimborsarono i proprietarj delle case demolite nella fabbricazione della rocca, ed il danno fu valutato 334 fiorini d’oro.
Alfonso Re di Napoli alloggiò coll’armata sotto Asinalunga nel 1446, e diceva d’andare a Arezzo, e poi si diresse verso Siena. Benci, Storia di Montepulciano, pag. 52.
I Francesi condotti da Renzo Orsini da Ceri, ed i Senesi condotti da Vitello Vitelli si incontrarono nella pianura di questa terra, e questi ultimi furono battuti nel 1522.
Gli Imperiali nel 1532 presero questa terra, essendo guidati da Don Garzia di Toledo; ma i prigionieri Senesi, che erano stati racchiusi nella rocca, ajutati dai popolani gli scacciarono; ma il loro trionfo fu breve, perché essendo arrivata l’artiglieria, e la scorta dell’armata imperiale composta d’Italiani e di Tedeschi, ripresero la terra, l’arsero quasi tutta, e posero nuova guardia nella rocca, e così passò sotto il dominio dell’Imperatore Carlo V, che nel successivo anno cedè a Cosimo I Duca di Firenze insieme con Lucignano, Chianciano, e Sarteano, come si può vedere negli Statuti d’Asinalunga compilati nel 1552, a pag. I.
Asinalunga fra gli uomini che si sono distinti in armi, oltre quelli che ho citato disopra, vi può annoverare un certo Antoniello, il quale era comandante nell’assedio di Colle nel 1432; ma in quest’incontro fu disfatto.
Tre sono i personaggi, che si sono distinti per la santità dei costumi, e tali sono il B. Andrea d’Asinalunga M. R., spettante alla famiglia Pagni, che morì nel convento del suo Ordine a Sorgiano presso Arezzo. Fra Ippolito Ghezzi Agostiniano è il secondo il quale scrisse la vita di S. Agostino, e del beato Agostino Novello, e di cui fu approvato il culto inveterato dalla S. Congregazione, e con l’annuenza del romano Pontefice, il 7 Luglio 1759. In terzo luogo vi si deve porre Suor Fillide del convento delle Murate d’Arezzo, che morì in concetto di santa ai primi del secolo XVI: la medesima appartenva alla famiglia Feci.
Nelle lettere sono celebri Mariano Ghezzi, medico di vaglia, e che illustrò con le stampe i Bagni di S. Casciano. Angiolo Cenni, uno dei fondatori della congrega dei Rozzi di Siena, il quale scrisse le due seguenti opere in stile scherzevole – Il Guazzabuglio, impresso nel 1546; e la Vedova, nel 1558. Giacomo Cenni scrisse la vita di Mecenate, Siena 1684; e le Glorie letterarie della Val-di-Chiana. Esso fu segretario di varj Cardinali. Giacomo Gori scrisse la storia di Chiusi, ove per del tempo fu medico. Angiolo Ghezzi scrittore della Storia Naturale pubblicata nel 1702. Cristoforo Terresi, stato segretario lungo tempo del Regio Governo di Siena, e stimato per ben riuscire nel disimpegno degli affari difficili dal Gran Duca Leopoldo I, fu destinato da questo Sovrano ad assistere all’Assemblea dei Vescovi di Toscana tenuta in Firenze nel 1787 come segretario, ed in questa qualità ne compilò gli atti.
Fra le fabbriche che meritano qualche considerazione, vi si conta quella della Collegiata, che fu costruita ove era l’antico Cassero, regalato per quest’effetto da Ferdinando I dei Medici.







 

brevi notizie tratte da:

| E. REPETTI | G. GIULI |
| G. SANTI ]
[ BARGAGLI PETRUCCI ]
| L. AGNOLUCCI |

Galleria Fotografica