Comune Sinalunga






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SINALUNGA


 

Giorgio Santi
Viaggio al Montamiata
Pisa 1795-1806

[a cura della Biblioteca Comunale]

 

 

(Viaggio II pag. 326-336)

 

CAPITOLO XXII.

Asinalunga, Scrofiano, Farnetella, e Rigomagno.

Da Trequanda diressemo il nostro viaggio alla volta della Valdichiana nell’intenzione di visitare, come fecemo, quella porzione, che appartiene allo Stato di Siena.
Un giogo di Monti continui, che ha principio dal Castello di M. Follonico, stendesi dall’E. al N. O. fino a Trequanda, piega quindi in un subito al N. cinge per tutto questo tratto la Valdichiana, e intieramente l’occulta alla vista degli abitatori delle Crete Senesi.
Noi adunque traversammo questa giogana, a fralla pietra calcaria predominante, il tufo, la ghiaja, la breccia ghiajosa, ed il solito margone, entrammo per una foce tortuosa in Valdichiana, che estesa, coltivatissima, e ravvivata da numerose Terre, e Castelli, e da quasi continue case rurali offrì ai nostri occhi il più lieto e il più ricco spettacolo.
Saziata così da lungi la prima curiosità presemo la strada di Asinalunga, ove giunsemo doppo molte ore di viaggio, sebben la distanza sua da Trequanda non oltrepassi le cinque miglia. Ma astretti dal nostro oggetto a spesso abbandonar le strade battute, e visitare il paese per sentieri difficili, e circonflessi, venivamo così a notabilmente crescere i tempi, e le distanze.
Noi andammo a smontare a casa del Sig. Francesco Pagni da lungo tempo mio ospite.
Asinalunga è una Terra assai culta, popolata, e ricca della Valdichiana nella Diogesi di Pienza, ed è retta da un Vicario Regio.
Il numero dei suoi abitanti è di circa 2600, compresi quelli che abitano il contado in case per lo più pulite, ed agiate, come generalmente lo sono i poderi della Valdichiana.
Posa questa terra sopra una Collina, che ben coltivata a Viti, e ad Olivi, si solleva sulla fertilissima pianura soggiacente, e dà così ai paesani un soggiorno più ameno, e più salubre.
Sotto appunto questa Collina è un antica Chiesa intitolata S. Pietro ad Mensulas, presso cui sono stati in varj tempi trovati varj avanzi di antichità (*).

(*) [Nota a piè di pag. 328]
Fra questi merita menzione un’iscrizione in marmo posta adesso nel muro della Sagrestia, ed illustrata dal P. Vestrini delle Scuole Pie negli Atti dell’Accademia Etrusca. Plausibilmente ei giudica, che il nome ad Mensulas fosse a questo luogo applicato, perché ivi vedeasi già un numero grande di lapide quadrangolari, chiamate Mense, le quali servivano a coprir sarcofagi, e fosse sepolcrali.

Queste anticaglie, il nome della Chiesa, e la sua situazione frà la pianura, e il poggio dan giusta ragione di pensare, che questo luogo appunto fosse quello chiamato ad Mensulas in quel ramo della Via Cassia, che da Chiusi conduceva per questo lato a Firenze.
L’ossatura di questi colli prima tufacea, e poi calcaria, con corpi marini comuni nella parte più elevata, ed il suolo pienamente coltivato furono gli oggetti delle nostre non lunghe osservazioni intorno ad Asinalunga.
Intanto ebbemo notizia, che poco più lontano d’un miglio nel Poder della Pietra del Nob. Sig. Niccolò Gori di Siena esisteva un’acqua minerale, la di cui indole non si conosceva, e che poc’anzi casualmente scoperta, e temerariamente adoprata avea con qualche buono effetto prodotto pur dei gravi sconcerti in chi così alla cieca l’avea bevuta, onde ne correva equivoca fama per il paese.
Sollecitato adunque dal proprietario, e dalle premure di varj Sigg. Asinalunghesi, con i quali mi lega da lungo tempo un vincolo di reciproca benvolenza, io feci venire la mia Cassetta Chimica da Pienza lontana circa 12. miglia, e mi trasportai sul luogo a far saggio di questa Sorgente. Senza entrar dunque in minuta descrizione degli effetti dei Reagenti chimici sù quest’acqua, o di altri mezzi adoprati a riconoscerne la qualità (cose, che gli Uomini dell’arte conoscono, e gli altri non curano) io mi limiterò a quì indicare il resultato delle mie osservazioni.
Sorge quest’acqua nell’alveo stesso di un piccol torrente da fondo sassoso, e pertugiato, e insiem con essa emanan bolle di un fluido aeriforme. Scorgesi nell’intorno un sedimento di color aranciato, che pure apparisce in varj altri prossimi luoghi dell’alveo stesso, ove son simili minori Sorgenti. L’acqua è perenne, sufficientemente copiosa, sempre fredda, limpida, potentemente acidula, e lascia in fine sulla lingua un certo saporetto austero leggerissimo. Appena attinta ha un certo afroretto, che tosto sparisce. Tenuta esposta all’aria in vaso aperto vi perde intieramente il suo sapore in men di un giorno, forma alla sua superficie una pellicola bianca, sottile, e natante, e depone un tenue sedimento misto di bianco, e di aranciato.
Il Fluido aeriforme è Gas acido-Carbonico, che in parte si sviluppa subito in bolle, mentre una cospicua quantità ne resta sciolta per qualche tempo nell’acqua stessa, onde questa frescamente attinta spiega un sapore fortemente acidulo. La pellicola ed il sedimento bianco sono Carbonato di Calce divenuto insolubile per lo sviluppo di una gran parte dell’Acido-Carbonico necessario a tenerlo sciolto nell’acqua.
Il sedimento aranciato, che si vede deposto o in fondo del Vaso, o intorno alla Sorgente, e lungo il corso di quest’acqua minerale, è Ossido giallo di Ferro, salificato prima da un eccesso di Acido Carbonico, e divenuto insolubile tosto, che questo si è dissipato nell’Ammosfera. Questo Sal di Ferro dà all’acqua recente quel saporetto austero, che si fa sentire in ultimo sulla lingua.
Le sostanze poi, che trovansi sciolte in quest’acqua, sembrano potersi ridurre alle seguenti; molto Acido Carbonico libero: piccolissima dose di Solfato di Soda: molto maggior dose di Muriato di Soda: un poco di Muriato di Calce: Carbonato di Calce in quantità rimarchevole: ed una piccola porzione di Carbonato di Ferro.
Conosciuta così l’indole naturale di quest’acqua, non esitai di proporla in una relazione da me lasciata nelle mani del Sig. Niccolò Gori, come un medicamento potentemente aperitivo, e tonico, e perciò prezioso per gli abitanti della Valdichiana, paese di aria crassa, ed umida, e in cui son frequenti i mali derivati da rilasciamento dei solidi, e da lentezza, e viscosità degli umori.
Doppo questo tempo maggiore è stato il credito di quest’acqua, ed il numero dei ricorrenti alla medesima, che gli ottimi effetti han sempre più confermato (*).

(*) [Nota a piè di pag. 332]
In conseguenza dei suoi felici effetti, e del credito preso si è fatto qualche lavoro presso questa Sorgente per renderne più facile l’uso, e per commodo degli avventori.

Intanto mi lusinga l’avere un poco contribuito a render raccomandato, ed utile a quei popoli questo segnalato benefizio offerto loro dalla natura, ma rimasto fino ad ora ignoto, e negletto.
Da Asinalunga poi passammo a Scrofiano, che n’è distante sole miglia 3. e mezzo, e ne dipende sì nel Civile, che nel Criminale. Questa piccola Terra i di cui abitanti sono circa 700., computati i Contadini, è situata sù per la pendice di un poggio erto, e scosceso, onde necessariamente la sua struttura è incommoda, ed inamena. Ma simili Castelli o nacquero già a caso, e crebbero con la successione dei tempi per aggrgazione di casa a casa, come il capriccio lo volle, o furon fabbricati in secoli barbari, e pericolosi, nei quali più, che l’amenità del sito, o la simetria del lavoro, cercavasi sicurezza, e difficoltà di accesso.
In un Convento di Frati, che l’ozio, e l’inutilità fece, pochi anni sono, sopprimere, ora è stata eretta una Vetreria, che dà lavoro, ed alimento a tutti i poveri della Terra, che non han forza per i lavori più penosi della Campagna. Appartiene questa Vetreria ai Sig. Fratelli Rigacci, nostri Ospiti in Scrofiano.
Questi poggi, l’ossatura dei quali è perlopiù di pietra arenaria grigia, e a tratto a tratto di pietra calcaria, poco pascolo offrirono alle nostre ricerche, onde poco ancor vi ci trattennemo. Quindi mossi dalla vicinanza vollomo visitare la terra di Rigomagno, ove arrivammo doppo quattro in cinque miglia di camino.
Rigomagno è un piccolo Castello pianeggiante sull’altura di una Collina, che fà da questa parte il limite della Valdichiana Senese.
Una situazione amena ne forma tutto il pregio: del resto egli è in uno stato negletto, e meschino. I suoi abitanti non oltrepassano il numero di 200. oltre 400. in Contado.
Vi ha giurisdizione Civile, e Criminale il Vicario Regio di Asinalunga, e la Spirituale appartiene al Vescovo di Arezzo.
Ma un’ossatura generalmente di pietra arenaria, e niuna varietà di prodotti presto ci allontanò di quà, e ci fece retrocedere alla volta di Farnetella, piccol Castello situato a mezza strada fra Rigomagno, e Scrofiano, soggetto nelo Spirituale ad Arezzo, e nel temporale ad Asinalunga, di povero aspetto, con cento abitanti al più, oltre dugento del Contado, tutti industriosi, e talmente additti ai lavori di Campagna, che si salvan così dal bisogno, e dall’avvilimento di mendicare.
Ma sterile non men del viaggio di Rigomagno fu quello di Farnetella, essendo il territorio di questi due paesi per un Naturalista affatto simili, ed ugualmente poveri.
Rivolsemo dunque i nostri passi verso Asinalunga, ove presemo riposo, e proseguimmo quindi la visita della Valdichiana Senese.





 

brevi notizie tratte da:

| E. REPETTI | G. GIULI |
| G. SANTI ]
[ BARGAGLI PETRUCCI ]
| L. AGNOLUCCI |

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